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I media mondo

lunedì, aprile 09, 2007

MediaBeckett




Riceviamo da Laura Gemini e volentieri pubblichiamo... Aspettando Beckett...

In tempi di ambienti on line e di logiche di partecipazione sempre più diffuse e in cui sono gli utenti a generare i contenuti, tornare a un “classico” della drammaturgia contemporanea come Samuel Beckett, quello di Aspettando Godot per intendersi, potrebbe sembrare un’operazione anacranostica.
E forse lo è.
Ciò nonostante ci permette di ripercorrere, almeno in parte, una tappa di quella che potremmo chiamare l’archeologia dei media-mondo.
Radioplay e teleplay possono essere considerati il punto di partenza di tutta una serie di riflessioni e di pratiche espressive che hanno riguardato, e che riguardano tuttora, le potenzialità dei media e del loro utilizzo. Tematizzazione del medium tecnologico quindi, ma per Beckett anche del teatro istituzionale; messa in discussione delle regole di visione, del suono, e della produzione mainstream verso lo spiazzamento dello spettatore.
Sono gli anni in cui si sviluppano le avanguardie teatrali, in cui nasce la video arte e in cui si formano le estetiche che caratterizzano le videoculture digitali.
Forse per capire meglio queste ultime, e per meglio praticarle, la consapevolezza del “cosa c’è stato prima” può essere d’aiuto.
Ci proviamo con il seminario MediaBeckett organizzato nell’ambito delle cattedre di Teatro e Spettacolo e Sociologia dei New Media (Corso di laurea in Scienze della comunicazione, Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino “Carlo Bo”) e tenuto da Luca Scarlini, saggista e studioso di Beckett nonché autore del volume Lo sguardo selvaggio. Cinema e televisione di Samuel Beckett, Bologna, 2001.

Per una lettura performance di Scarlini l'appuntamento è lunedì 7 maggio 2007, Sala Cinema dell’Istituto di Comunicazione e Spettacolo, Facoltà di Sociologia, Via Saffi 15, Urbino.

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